Iran e Tagikistan discutono la cooperazione nel settore sicurezza

Tagikistan, Iran e attori regionali che possono influenzare le dinamiche interne tagike e centro asiatiche (Credits: CC BY-SA 4.0 MapChart.net)

Geopolitika Evrazija Volume 2 Issue 2
Autore: Silvia Boltuc

Il presidente del Tagikistan Emomali Rahmon ha incontrato il ministro degli Interni iraniano Abdurrizo Rahmonia Fazil per discutere progetti congiunti nel settore sicurezza, evento che sottolinea l’interesse di Teheran nel promuovere la propria strategia in Asia centrale attraverso la diplomazia culturale, gli investimenti economici e la cooperazione nel campo della difesa. 

Il 23 febbraio il presidente tagiko Emomali Rahmon ha ricevuto il ministro dell’Interno iraniano Abdurrizo Rahmonia Fazli per discutere questioni relative all’ulteriore sviluppo della cooperazione interstatale nel campo della sicurezza. Durante i colloqui, le due parti hanno sottolineato che sono stati firmati oltre 160 documenti tra i paesi, incluso un Memorandum d’Intesa sulle modalità e il quadro dei legami bilaterali in materia di sicurezza.

Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza di ampliare ulteriormente la partnership tra i Ministeri degli Affari Interni del Tagikistan e dell’Iran attraverso l’attuazione delle disposizioni del documento precedentemente firmato tra i dipartimenti di Stato competenti. Emomali Rahmon e Abdurrizo Rahmonii Fazli hanno focalizzato l’attenzione sulla sicurezza regionale e sulle questioni di rafforzamento della competizione geopolitica.

Si deve sottolineare che l’Iran ha sempre mostrato interesse per le dinamiche centro asiatiche considerando l’importanza strategica di questa regione e il Tagikistan, per la sua vicinanza linguistica e culturale con l’Iran, è tradizionalmente uno dei vettori chiave della diplomazia iraniana. Di conseguenza, l’Iran potrebbe sfruttare l’appartenenza dei tagiki al cosiddetto ‘mondo iraniano’ e la presenza di aziende e investimenti iraniani nel mercato tagiko per rafforzare il proprio ruolo nel Paese e utilizzare questo territorio come trampolino di lancio per l’intera Asia Centrale, l’Afghanistan e la Cina.