Iran e Kirghizistan discutono la cooperazione regionale

Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran (Credits: https://www.flickr.com/photos/siposoft, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons)

Geopolitical Report Volume 11 Issue 5
Autore: Silvia Boltuc

Il 21 settembre ha preso il via la 76° sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. I rappresentanti degli Stati che hanno preso parte all’evento, tra cui Iran e Kirghizistan, ne hanno approfittato per svolgere una serie di incontri a margine e attuare le loro strategie regionali attraverso accordi bilaterali e memorandum d’intesa.

È il caso del neoincaricato Ministro degli Esteri iraniano, Amir Abdollahian, e la sua controparte kirghiza, il Ministro degli Esteri Ruslan Kazakbayev. I due, previa congratulazione per la nuova carica diplomatica assunta da Abdollahian, hanno discusso del futuro delle relazioni fra i due paesi auspicando una rinnovata ed implementata collaborazione. Sul tavolo delle trattative vi sarebbe la creazione di un volo di linea diretto fra le capitali dei due paesi, Bishkek e Teheran, e l’interesse da parte kirghiza di utilizzare come corridoio di transito il porto iraniano di Bander Abbas situato strategicamente all’interno dello stretto di Hormuz e da cui si può accedere alle acque internazionali nonché ad importanti scorte petrolifere.

Kazakbayev ha manifestato la delusione per il declino della cooperazione economica con la Repubblica Islamic dell’Iran, sottolineando che è ferma volontà del suo paese collaborare per incrementare gli scambi economici e facilitare la presenza del settore privato iraniano in Kirghizistan. Di contro, Abdollahian dichiara che Teheran è pronta ad istituire un centro del commercio e una sede per società iraniane leader a Bishkek.

L’Iran è appena entrato a far parte dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, adesione appoggiata fra gli altri anche dal Kirghizistan.

Nel corso dell’incontro formale in cui è stata stabilita l’entrata del paese nell’organizzazione, il presidente Raisi ha firmato accordi per incrementare di 10 volte il volume degli scambi commerciali anche con il Tajikistan (circa 500 milioni di dollari) traducendo in pratica la nuova strategia estera di Teheran che sotto la nuova leadership ha annunciato di mirare ad una più stringente cooperazione regionale. Per il momento il successo è solo di natura diplomatica giacché per la conclusione del processo tecnico e legale che precede la membership de facto potrebbero volerci fino a 2 anni.

Le discussioni fra i ministri degli esteri kirghizo e iraniano hanno riguardato anche un memorandum d’intesa per il collegamento delle rotte ferroviarie fra i due paesi.

Le contrattazioni fra i due attori regionali avevano già preso il via ad inizio estate durante il forum d’affari kirghiso-iraniano a Bishkek. Il forum si è svolto prima della firma di un accordo permanente su una zona di libero scambio tra l’Iran e l’Unione Economica Eurasiatica. Nel corso della manifestazione a cui hanno preso parte più di 140 aziende e rappresentanti dei dipartimenti economici di entrambe le repubbliche, si era parlato di cooperazione bilaterale e possibili progetti di investimento. Nello specifico si era cercato di definire gli articoli merceologici per il commercio reciproco e la creazione di alcune joint venture, come l’apertura di una clinica di chirurgia plastica e fecondazione in vitro, un impianto di fertilizzanti ed una società per la produzione di medicinali. Gli esperti del settore sono al lavoro per la compilazione di un elenco di merci per le quali devono essere applicate le agevolazioni tariffarie previste dalla zona di libero scambio.

Il presidente dell’Unione degli Industriali e degli Imprenditori del Kirghizistan, Danil Ibraev, intervenuto nel forum ha ribadito che il fatturato commerciale tra il Kirghizistan e l’Iran è aumentato di quattro volte tra il 2015 e il 2019. Successivamente vi è stata una flessione a causa dello scoppio della pandemia, ma il Kirghizistan è intenzionato a ristabilire i livelli precedenti ed anzi, implementare il numero degli scambi attraverso i nuovi corridoi di cui si sta discutendo.

A sottolineare come i rapporti di collaborazione fra i due paesi si siano fatti più stringenti vanno anche ricordati i lotti di carichi umanitari con medicinali e attrezzature mediche che l’Iran ha inviato al Kirghizistan per combattere il Coronavirus. Ovviamente il gesto, oltre ad evidenziare la volontà di cooperazione bilaterale, era anche di natura strategica, giacchè l’Iran intende avviare la cooperazione nella produzione congiunta di farmaci e attrezzature mediche.

Conclusione

La nuova governance iraniana ha posto l’Asia centrale al centro della sua strategia di cooperazione regionale. Già il precedente ministro degli esteri Javad Zarif non molto tempo fa era volato a Tashkent per discutere delle prospettive di un uso efficace dei porti iraniani, dello sviluppo del corridoio di trasporto Uzbekistan-Turkmenistan-Iran-Oman e della creazione di una linea ferroviaria Cina-Kirghizistan-Uzbekistan, essenziale per l’Iran in quanto collegherà il corridoio Uzbekistan-Afghanistan-Iran. In parte il progetto sarebbe servito a collegare le città afghane di Mazar-i-Sharif e Herat con il nascente porto iraniano di Chabahar (Geopolitica del porto iraniano di Chabahar).

Vi erano state trattative similare anche per costruire reti di collegamento fra l’Iran ed il Kazakistan, per una collaborazione sul Caspio e per una maggiore presenza kazaka nei porti iraniani di Bander Abbas e di Chabahar.

I recenti contatti fra Teheran e Bishkek, benché sotto una rinnovata leadership e nelle vesti di un nuovo ministro degli esteri, confermano le mire iraniane in Asia centrale e la volontà del paese di diventare un importante corridoio di transito attraverso i suoi due porti che forniscono accesso alle acque internazionali ed ad importanti riserve petrolifere.

Fra gli attori regionali che l’Iran dovrà attenzionare vi è l’Uzbekistan. Tashkent, che inizialmente si era interessata al porto di Chabahar ed al corridoio India-Iran-Afghanistan fino all’Asia centrale ed alla Russia, sembrerebbe volgere la sua attenzione altrove. Molti organismi finanziari globali si stanno interessando al progetto di espansione delle ferrovie uzbeke. Il nuovo corridoio di trasporto migliorerà la connettività tra Uzbekistan, Afghanistan, Pakistan, India. La nuova ferrovia trans-afgana fornisce l’accesso ai tre porti marittimi pakistani di Karachi, Bin Qasim e Gwadar, minando di fatto il ruolo dei porti iraniani di Bander Abbas e di Chabahar e scalzando l’Iran dai corridoi che dall’India arrivano all’Asia centrale attraverso l’Afghanistan.

Inoltre, va considerata la posizione fortemente ostile agli Stati Uniti che l’Iran sta assumendo. All’interno dello scacchiere euroasiatico e persino in seno della Organizzazione per la Cooperazione di Shangai vi sono potenze regionali che considerano Washington un alleato, ragion per cui potrebbero non gradire le posizioni di Teheran e valutare il rischio in tal senso di una collaborazione. Ciò nondimeno, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai vanta la presenza di potenze come la Cina, la Russia e l’India, e le crescenti collaborazioni in Asia centrale dell’Iran sono solo uno dei primi risultati che la sua membership porterà al paese.