
Assessment
La visita ufficiale del Presidente del Turkmenistan, Serdar Berdimuhamedov, a Roma il 24 ottobre 2025 rappresenta un momento di rilievo nella proiezione internazionale di Ashgabat e nel rafforzamento dell’impegno dell’Italia in Asia centrale.
L’incontro bilaterale si colloca nel quadro di un progressivo avvicinamento tra Roma e le repubbliche centroasiatiche, in linea con la strategia europea di diversificazione dei partenariati nella regione.
Dal punto di vista politico e diplomatico, la visita consolida un canale di comunicazione che, pur avendo radici nel 1992, sta conoscendo un nuovo impulso a seguito del vertice “Italia + Asia Centrale” e della crescente attenzione italiana verso i corridoi euroasiatici di trasporto e approvvigionamento energetico.
L’evento assume inoltre un significato simbolico nel contesto della diplomazia culturale turkmena: la mostra “Antiche Civiltà del Turkmenistan” ai Musei Capitolini funge da strumento di soft power, volto a migliorare la percezione europea del Paese e ad aprire canali informali di cooperazione economica.
La visita del Presidente turkmeno a Roma
Il Presidente Berdimuhamedov è giunto a Roma il 24 ottobre 2025 per una visita di Stato che ha previsto:
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Incontri istituzionali con le autorità italiane e la firma di numerosi documenti bilaterali riguardanti i settori dell’energia, dei trasporti e della cooperazione culturale;
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Partecipazione al Forum Imprenditoriale Italia – Turkmenistan volto a promuovere investimenti e partnership industriali;
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Inaugurazione della mostra archeologica “Antiche Civiltà del Turkmenistan” presso i Musei Capitolini destinata a rimanere aperta fino ad aprile 2026.
Il programma della visita del presidente turkmeno riflette la volontà di Ashgabat di rafforzare i legami su più livelli: politico, economico e culturale. L’esposizione, che presenta reperti provenienti dalle antiche regioni di Margiana e della Partia, funge da elemento chiave per legittimare la dimensione storica e culturale del Turkmenistan, e per accreditare Ashgabat come custode di un patrimonio centroasiatico di valore universale.
La visita si è conclusa con la firma di accordi bilaterali che includono la cooperazione energetica (idrocarburi, gasdotti, energie rinnovabili), lo sviluppo dei trasporti e della logistica, partenariati nel settore privato e il rafforzamento dei programmi culturali e accademici.
Attualmente, le relazioni diplomatiche italo–turkmene si basano su circa 40 documenti intergovernativi che coprono ambiti politici, commerciali e culturali. L’Italia ha stabilito la propria ambasciata a Ashgabat nel 2013, mentre il Turkmenistan ha aperto la propria rappresentanza diplomatica a Roma nel 2017.
Scenario Geopolitico
L’iniziativa si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da competizione tra potenze esterne (Russia, Cina, Turchia e Unione Europea) per l’accesso alle risorse energetiche e alle infrastrutture di trasporto centroasiatiche. L’Italia, agendo sia bilateralmente sia come membro dell’UE, mira a rafforzare la propria posizione come ponte mediterraneo verso l’Eurasia, attraverso politiche di cooperazione economica e culturale che evitino attriti diretti con Mosca o Pechino.
Per il Turkmenistan, la partnership con Roma rappresenta un’opportunità strategica di diversificazione geopolitica, utile a ridurre la dipendenza economica e diplomatica da Russia e Cina. Ashgabat ricerca, infatti, investimenti europei, competenze tecniche e visibilità internazionale, pur mantenendo la tradizionale neutralità della propria politica estera.
Da parte italiana, l’impegno in Asia Centrale risponde a tre direttrici principali:
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Economica, con l’obiettivo di ampliare le rotte di esportazione energetica e di inserirsi nei progetti infrastrutturali eurasiatici;
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Diplomatica, in quanto la cooperazione con gli Stati centroasiatici contribuisce alla stabilità regionale e alla sicurezza energetica europea;
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Culturale, con la promozione dell’archeologia, della conservazione del patrimonio e dello scambio accademico come strumenti di influenza non coercitiva.
Tale approccio “multilivello” conferisce all’Italia una posizione di equilibrio, utile sia alla costruzione di fiducia con i partner centroasiatici sia alla creazione di condizioni favorevoli per le imprese italiane nei settori strategici.
Conclusione
Nel breve periodo la visita del presidente turkmeno produrrà risultati prevalentemente simbolici e di carattere protocollare: dichiarazioni congiunte, memorandum d’intesa e annunci di cooperazione. Tuttavia, il valore politico dell’evento risiede nel consolidamento della fiducia reciproca e nella creazione di un quadro di riferimento per iniziative future.
Se tradotti in progetti concreti, gli accordi potrebbero generare la creazione di corridoi logistici pilota per collegare i prodotti turkmeni ai porti del Mediterraneo, una maggiore presenza industriale italiana nel settore energetico e infrastrutturale turkmeno, una intensificazione degli scambi culturali e accademici, funzionali a costruire un capitale relazionale stabile tra le due società.
Tuttavia, permangono rischi strategici New Great Gamerappresentati dal fatto che il Turkmenistan, come tutta l’Asia centrale, è interessato dal geopolitico che coinvolge attori regionali e internazionali. Si aggiungono alle dinamiche geopolitiche i possibili ostacoli normativi e politici interni al Turkmenistan, che potrebbero rallentare l’attuazione degli accordi, così come le sensibilità reputazionali per i partner europei, legate alle questioni di governance, trasparenza e diritti umani.
In prospettiva, la visita di ottobre 2025 del Presidente Serdar Berdimuhamedov a Roma segna un passaggio significativo nella costruzione di una relazione euroasiatica pragmatica tra Italia e Turkmenistan. Essa contribuisce a delineare un quadro di cooperazione che, se consolidato, potrà integrare Ashgabat nel sistema economico e culturale europeo, rafforzando al contempo il ruolo dell’Italia come interlocutore privilegiato dell’Asia centrale nel Mediterraneo allargato.
*Immagine: Il presidente del Turkmenistan Serdar Berdimuhamedov (Credits: Kremlin.ru, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons)




