Eurasia tra interessi geopolitici e minacce alla sicurezza. Il commento di Silvia Boltuc

Il Webinar “Sicurezza e minaccia terroristica terroristica in Eurasia” si svolgerà il giorno 16 dicembre 2021 alle ore 19.00.

Nel quadro del Webinar “Sicurezza e minaccia terroristica nello scacchiere geopolitico euroasiatico” la Dott.ssa Silvia Boltuc ha fornito una panoramica della geopolitica dell’Eurasia e sottolineato i principali fattori di destabilizzazione regionale.

L’Eurasia ricopre un ruolo fondamentale nello scacchiere geopolitico internazionale. Secondo la teoria dell’Heartland di Mackinder il controllo della regione euroasiatica permette a una potenza di controllare l’intero mondo, ragion per cui Zbigniew Brzezinski, politologo, consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza di Jimmy Carter (1977-1981) e autore del libro La grande scacchiera. Il mondo e e la politica nell’era della supremazia americana, aveva elaborato una dottrina volta a impedire l’ascesa di una potenza in Eurasia che potesse contrastare la supremazia degli Stati Uniti.

Il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan completato lo scorso settembre e l’ascesa dei talebani alla guida del paese sono due eventi decisivi nelle dinamiche euroasiatiche e in quello che è stato definito come il New Great Game che vede potenze internazionali come Stati Uniti, Russia e Cina e attori regionali come Turchia, Iran, Pakistan, India e le monarchie del Golfo scontrarsi per influenzare e controllare lo scacchiere geopolitico euroasiatico. In questo contesto il terrorismo rappresenta un fattore determinante in Eurasia: i gruppi terroristici, infatti, potrebbero essere definiti come ‘attori geopolitici’ che promuovono una propria agenda volta a interessare quello ‘spazio vitale’ per le proprie attività andando così a scontrarsi con le autorità centrali di diversi paesi e fomentando un clima di tensione e instabilità che non giova né all’economia regionale né alla popolazione locale.

Nel quadro delle attività di SpecialEurasia di monitoraggio e analisi della regione euroasiatica abbiamo sviluppato un progetto volto a comprendere in che modo la minaccia del terrorismo e gli interessi strategici possono influenzare le dinamiche regionali, argomento che verrà trattato ampiamente nel Webinar “Sicurezza e minaccia terroristica nello scacchiere geopolitico euroasiatico” organizzato il giorno 16 dicembre 2021 alle ore 19.00 a cui prenderà parte tra i diversi oratori anche la Dott.ssa Silvia Boltuc, Managing Director di SpecialEurasia.

Abbiamo quindi chiesto a Silvia Boltuc di fornirci una panoramica della regione euroasiatica secondo la sua chiave di lettura che verrà ampiamente discussa e analizzata durante il Webinar “Sicurezza e minaccia terroristica nello scacchiere geopolitico euroasiatico”.

Perché la regione dell’Eurasia è importante nel panorama geopolitico internazionale (con riferimento al Jihadismo)?

“L’Eurasia è stata fin dall’epoca moderna il teatro di scontro delle grandi potenze. In passato furono l’impero britannico e quello zarista a contendersi questa regione in quello che era stato definito come il ‘Great Game’ (Grande Gioco) o, in chiave russa, Turniry Teney (Torneo di Ombre), mentre durante la seconda metà del secolo scorso furono gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica a fronteggiarsi per il controllo di questa regione il cui epilogo fu proprio il conflitto russo-afghano del 1979-1989. Oggigiorno, invece, in special modo a seguito del ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, l’Eurasia è uno scacchiere geopolitico che vede più attori coinvolti tra cui è possibile annoverare anche i diversi gruppi terroristici, in primis fra tutti al-Qaeda e lo Stato Islamico. Il terrorismo non solo minaccia la stabilità e la sicurezza delle nazioni target e gli interessi di attori internazionali e locali, ma rappresenta un potenziale elemento di destabilizzazione in grado di influenzare l’intera regione euroasiatica dall’Estremo Oriente fino alle città europee con pesanti ripercussioni a livello sociale ed economico in un periodo già reso difficile dalla pandemia da Covid-19. Prevenire la diffusione della propaganda jihadista così come il proliferare di gruppi terroristici in Eurasia risulta essere fondamentale anche per gli interessi italiani esistenti in regioni strategiche chiave come il Caucaso, il Medio Oriente e l’Asia Centrale.”.

Quali sono i tre trend principali che crede possano minacciare la sicurezza della regione?

“Le cause di una instabilità e minaccia alla sicurezza dell’Eurasia sono molteplici e da due anni a questa parte dovremmo anche aggiungere la pandemia che ha influenzato la società e l’economia euroasiatica. Mi preme, però, porre l’accento sui seguenti trend: 

  1. Competizione geopolitica. Se l’interesse statunitense è ancora vivo nella regione euroasiatica anche dopo il ritiro da Kabul, ma con una accezione e strategia differente, la Russia necessita di controllare quest’area che considera parte del proprio blizhnee zarubezhe (vicino estero) e lebensraum (spazio vitale) attraverso l’Unione Economica Euroasiatica (UEE) e nell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). A queste due potenze internazionali si deve sommare la Cina che con la Belt and Road Initiative ha copiosamente finanziato progetti di sviluppo di infrastrutture locali e che quindi necessita della stabilità e della sicurezza per il successo di una strategia che ha comportato il dispendio di diversi miliardi di dollari e una esposizione cinese significativa. Non da meno sono gli attori regionali come la Turchia che con il pan-turchismo mira a creare un unico blocco euroasiatico che possa fare da contraltare a Unione Europea, NATO, Unione Economica Euroasiatica e Via della Seta, oppure l’Iran che vorrebbe rafforzare i propri rapporti almeno con il Tajiksitan e l’Afghanistan sfruttando un comune passato storico-culturale, linguistico e religioso. A questi è possibile aggiungere l’India impegnata a contrastare l’asse sino-pakistano e supportata, a sua volta, da Washington, ma al contempo in buoni rapporti con Mosca per quel che concerne la cooperazione militare e logistica, e i paesi del Golfo che hanno fatto della collaborazione economica e degli investimenti il loro cavallo di battaglia per posizionarsi nella regione in quello scontro geopolitico che li vede impegnati con la Repubblica Islamica dell’Iran. E’ innegabile, quindi, che la competizione geopolitica influenzi la regione e le dinamiche interne così come la stabilità di alcuni governi spingendo parte della popolazione locale a sviluppare una avversione verso l’alleato o nemico esterno e quindi a rivolgersi a contesti ritenuti maggiormente familiari promossi dalle diverse organizzazioni terroristiche.
  2. Problemi socioeconomici. Anche se l’Eurasia dispone di ingenti risorse naturali ed energetiche che nel tempo hanno attratto gli investimenti di compagnie stranieri, la disuguaglianza sociale, la disoccupazione e gli standard di vita bassi unita a una diffusa corruzione tra gli organi statali e una governance fortemente e rigidamente centralizzata sono un campanello di allarme da tenere sotto controllo, perché lo scontento sociale è uno dei fattori che spinge le giovani generazioni alla migrazione verso l’Europa con tutte le problematiche che questa comporta (vedere il caso tra Polonia e Bielorussia) oppure alla radicalizzazione e alla lotta armata all’interno dei gruppi terroristici. 
  3. Organizzazioni terroristiche e propaganda jihadista. Il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan è stato ampiamente enfatizzato dalla propaganda jihadista che dall’ascesa dello Stato Islamico nel 2014 ha avuto un impatto notevole grazie alle nuove tecnologie e al mondo dei social media riuscendo a fare proseliti anche in contesti ‘impensabili’ come gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Le decine di migliaia di foreign fighters che hanno militato tra le file dello Stato Islamico sottolineano come la propaganda jihadista possa notevolmente influenzare le giovani generazioni e quindi rappresenti una minaccia alla stabilità e alla sicurezza euroasiatica considerando che l’Islam in molti di questi paesi rappresenta la religione maggioritaria che a partire dagli anni ’80 e ’90 ha subito un processo di rinnovamento o influenza da agenti esterni vedendo la propagazione di ideologie salafite e dell’Islam politico. Oltre alla propaganda, ovviamente gli attentati terroristici sono gli eventi che minano maggiormente la stabilità dell’Eurasia e la credibilità dei mercati regionali scoraggiando in alcuni casi gli investitori stranieri la cui rinuncia a supportare un progetto di sviluppo infrastrutturale può avere una ricaduta notevole sulla popolazione e sull’economia locale generando così ulteriori problemi socioeconomici che, come visto in precedenza, vengono sfruttati dalla propaganda jihadista per il proprio processo di reclutamento.”.