Il patto sul nucleare iraniano divide il Medio Oriente

Il capo negoziatore dell’Iran per il JCPOA e Viceministro degli Esteri Ali Bagheri Kani durante uno degli incontri per il nucleare iraniano che si sono svolti a Vienna le cui conseguenze potrebbero influenzare notevomente le dinamiche del Medio Oriente (Bundesministerium für europäische und internationale Angelegenheiten, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons)

 

Geopolitical Report ISSN 2785-2598 Volume 17 Issue 8
Author: Silvia Boltuc

La firma del nuovo accordo sul nucleare iraniano potrebbe dividere il Medio Oriente acutizzando le differenze locali e le tensioni regionali e facendo registrare un livello di rischio geopolitico elevato. 

Due importanti eventi regionali hanno scandito questi ultimi giorni: il Forum di Doha in Qatar il 26-27 marzo 2022 ed il Vertice del Negev in Israele il 27-28 marzo 2022.

In cima all’agenda di questi importanti incontri c’era il conflitto ucraino, il ripristino del Piano d’Azione Congiunto Globale (PACG) e le questioni legate alla sicurezza regionale. Le tre tematiche si sono dimostrate particolarmente controverse evidenziando il difficile bilanciamento degli interessi contrastanti nella regione, che rischiano di causare una escalation in Medio Oriente.

Dopo undici mesi di colloqui, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione europea prevede entro pochi giorni un possibile accordo sul PACG. A margine del Forum di Doha, la più importante piattaforma globale che riunisce i leader politici per discutere delle sfide critiche che il mondo si trova ad affrontare, l’Alto Rappresentante dell’UE Josep Borrell ha affermato che il formato 5+1 è molto vicino al rilancio dell’accordo, ma rimangono ancora in sospeso alcuni dettagli.[1]

Gli Stati Uniti, che hanno partecipato indirettamente ai colloqui di Vienna dopo il ritiro unilaterale dal PACG nel 2018, si sono impegnati a concludere l’accordo. Il Segretario di Stato statunitense Antony Blinken ha affermato che l’amministrazione Biden ritiene che il ritorno alla piena attuazione del PACG sia il modo migliore per “rimettere il programma nucleare iraniano nella scatola in cui si trovava”.[2]

Il governo israeliano si è opposto fermamente ai termini del patto, che secondo Tel Aviv non arginerà la minaccia iraniana. Blinken ha rassicurato l’alleato statunitense sottolineando che Washington non permetterà a Teheran di sviluppare armamenti nucleari.

Il 28 marzo 2022 Blinken e i ministri degli esteri di Israele, Egitto, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Marocco si sono incontrati al vertice israeliano del Negev tenutosi nel kibbutz Sde Boker nel deserto del Negev meridionale per discutere le loro preoccupazioni sul ripristino del PACG e sulle conseguenze della crisi ucraina.[3]

Quanto alla decisione russa di intervenire in Ucraina, i paesi mediorientali non hanno preso le distanze da Mosca nonostante le pressioni dell’Occidente.[4] Inoltre, i colloqui di Vienna si sono fermati l’11 marzo a seguito delle richieste avanzate dal Cremlino di garanzie scritte da parte degli Stati Uniti che le sanzioni imposte a Mosca non avrebbero danneggiato la sua cooperazione economica, tecnica e militare con l’Iran. Dopo la visita dei ministri degli Esteri iraniano e del Qatar a Mosca, il Cremlino ha accettato le garanzie che tutelano il coinvolgimento russo nella centrale nucleare iraniana di Bushehr. In particolare, va sottolineato che la Russia riceve le scorte di uranio arricchito in eccesso dell’Iran.

Un’altra questione che getta un’ombra sull’accordo nucleare su cui il Primo Ministro israeliano e diversi paesi del Golfo hanno espresso profonde preoccupazioni è la richiesta iraniana di rimuovere il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e le sue forze Al-Quds dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere (FTO) degli Stati Uniti. L’IRGC sono entrate nell’elenco dell’FTO nel 2019 e, di conseguenza, le autorità iraniane hanno aggiunto il Comando Centrale delle Forze Armate statunitensi al loro elenco delle organizzazioni terroristiche.[5]

Durante il Forum di Doha, le difficoltà nel trovare un terreno comune sono emerse quando Kamal Kharraz, un Consigliere Senior del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che designare l’élite IRGC come gruppo terroristico è inaccettabile. Tuttavia, l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Iran, Robert Malley, ha affermato che molte sanzioni all’IRGC rimarranno anche dopo il ripristino del PACG.

In Iran, la questione ha infiammato il dibattito interno. Sebbene il Ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian abbia confermato che il Paese stava mantenendo fede alla condizione della rimozione delle IRGC dalla lista, ha affermato che i comandanti dell’élite non si sarebbero opposti se il governo avesse rinunciato a tale rimozione, elogiando il loro sacrificio. Secondo alcune fonti, le osservazioni di Abdollahian hanno suscitato critiche da parte di alcuni esponenti dell’ala più conservatrice all’interno della Repubblica Islamica. Il capo redattore del quotidiano Kayhan, Hossein Shariatmadari, nominato dal leader supremo Ali Khamenei, ha fortemente criticato le parole di Abdollahian affermando che “non è benedetto con l’adeguato e necessario comando degli affari correnti nel suo dominio di responsabilità” e ha esortato i comandanti dell’IRGC a correggere la sua dichiarazione.[6]

Un altro argomento essenziale affrontato durante questi due eventi cruciali è stato il problema della sicurezza. L’apertura del Summit israeliano è stata segnata da una sparatoria nel nord del paese in cui hanno perso la vita due agenti di polizia. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico, sottolineando l’instabilità della regione.[7]

La sparatoria è avvenuta in seguito agli sforzi di Blinken già nel corso del Forum di Doha, per discutere le strategie atte a prevenire una escalation durante il mese sacro musulmano del Ramadan, le celebrazioni della Pasqua cristiana e la festa della Pasqua ebraica, come è già accaduto in passato. Le tensioni sono cresciute allorché molti paesi arabi, in particolare il Presidente palestinese Mahmud Abbas, hanno accusato l’Occidente di portare avanti una politica umanitaria dai doppi standard. Abbas, infatti, ha criticato i paesi occidentali per aver penalizzato Mosca per il conflitto ucraino ignorando i “crimini” di Israele contro i palestinesi.

In precedenza, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano e Viceministro degli Esteri Saeed Khatibzadeh, nel corso della riunione a Islamabad, aveva esortato gli Stati membri dell’Organizzazione dei Paesi Islamici (OIC) a impedire al “regime sionista” di infiltrarsi negli affari del mondo musulmano. Durante il suo discorso, Khatibzadeh ha affermato che l’insicurezza e l’instabilità nell’Asia occidentale hanno radici nella crisi palestinese e nell’occupazione orchestrata delle terre palestinesi da parte del “regime sionista, che secondo lui potrebbe essere descritta come la crisi internazionale più complessa del mondo.[8]

Infine, mentre il diplomatico europeo Enrique Mora si recava in Iran e poi negli Stati Uniti per definire gli ultimi dettagli sul PACG, un impianto petrolifero della Saudi Aramco a Jeddah è stato colpito da missili lanciati dai ribelli Houthi che sottolineano ancora una volta che la guerra per procura nello Yemen tra i gruppi ribelli presumibilmente sostenuti dall’Iran e la coalizione a guida saudita non mostra alcun segno di raffreddamento.[9]

Conclusioni

I paesi del Golfo ed Israele stanno manifestando la loro preoccupazione per la finalizzazione dell’accordo sul nucleare iraniano. Il sospetto è che l’Iran, una volta sollevato dalle sanzioni, guadagni una condizione economica tale da permettergli, nonostante il PACG, di sviluppare armamenti nucleari. Inoltre, questi paesi percepiscono l’IRGC come la base del potere iraniano e lo strumento attraverso il quale Teheran ha acquisito influenza in Yemen, Libano, Siria e Iraq. Se l’élite venisse rimossa dalla lista statunitense delle organizzazioni terroristiche e fosse liberata dalle sanzioni, potrebbe accrescere ulteriormente il suo potere. D’altra parte, gli Stati Uniti ritengono che la firma dell’accordo avrà invece l’effetto di porre un limite al programma nucleare iraniano. Tuttavia, Washington ha ammesso di condividere alcune preoccupazioni di Tel Aviv e che non consentirà in alcun caso lo sviluppo, in violazione del PACG, di armi nucleari a Teheran.

Indubbiamente l’Iran ha una posizione geografica strategica. La sua collocazione all’interno dello Stretto di Hormuz e l’accesso alle acque internazionali, insieme a politiche di successo come le partnership con i principali attori regionali, l’implementazione di un porto in acque profonde (Chabahar) e la creazione di diverse zone economiche libere (FEZ), hanno rilanciato il paese come hub logistico cruciale. L’Iran è al crocevia dei principali corridoi economici regionali (Belt and Road Initiative – BRI e International North-South Transit Corridor – INSTC), che collegano i più importanti mercati eurasiatici. Il Paese ha altresì implementato il proprio esercito ed è coinvolto nel progetto di stabilizzazione dell’Afghanistan. Nonostante fosse sotto sanzioni, Teheran è riuscita a guadagnare più potere in Libano, Siria e Yemen. I paesi del Golfo temono che la minaccia nucleare iraniana continuerà ad esistere anche dopo il rilancio del PACG, poiché il confronto con la coalizione a guida saudita in Yemen sta deteriorando.

Inoltre, l’Iran ha un vasto potenziale inespresso nel campo del petrolio e del gas. Dopo la revoca delle sanzioni, il Paese potrebbe entrare nel mercato energetico, abbassando i prezzi correnti e ledendo gli interessi delle cosiddette petromonarchie e possibilmente esportando anche in Europa (il GNL degli Stati Uniti e le forniture dal Qatar e dall’Azerbaigian non sono sufficienti per sganciarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia). Infine, un riconoscimento occidentale dell’influenza regionale iraniana avverrebbe a scapito degli stati del Golfo, dato che sono l’anello più debole della catena di influenza regionale, dopo Turchia e Israele.

In conclusione, va notato che, all’indomani della crisi ucraina, le alleanze tra i paesi arabi e gli stati occidentali hanno mostrato la loro debolezza, mentre la Russia è ancora considerata un attore regionale di primo piano, in particolare nel format OPEC+, nello scenario afgano e in Asia centrale, dove diversi paesi del Golfo stanno cercando di acquisire maggiore influenza.[10] Mentre l’Iran accusa i paesi del Golfo di consentire la penetrazione di Israele e degli Stati Uniti negli affari dei paesi musulmani, il PACG potrebbe rafforzare la cooperazione tra Tel Aviv, le monarchie del Golfo e Washington.

Nel prossimo futuro, la competizione tra i paesi del Medio Oriente per l’influenza regionale potrebbe aumentare l’instabilità settaria e segnare una crescente attività terroristica nella regione, dove diversi governi hanno già mostrato la loro debolezza.[11]

Fonti

[1] Carlo Martuscelli (2022) EU’s Borrell says Iran nuclear deal very close, POLITICO. Link: https://www.politico.eu/article/eus-borrell-says-iran-nuclear-deal-very-close/

[2] Aljazeera (2022) Blinken: Nuclear deal the best way to cap Iran nuclear activity. Link: https://www.aljazeera.com/news/2022/3/27/blinken-says-nuclear-deal-best-way-to-cap-iran-nuclear-activity

[3] Lazar Berman, Aaron Boxerman (2022) Foreign ministers of Bahrain, UAE, Morocco and Egypt arrive for Negev Summit, The Times of Israel. Link: https://www.timesofisrael.com/foreign-ministers-of-bahrain-uae-morocco-and-egypt-arrive-for-negev-summit/; Alex Sinelshikouv (2022) The Russian-Ukrainian conflict and its impact on food and regional security. Link: https://www.specialeurasia.com/2022/03/25/ukrine-conflict-food-crisis/

[4] Silvia Boltuc (2022) Geopolitical scenarios of the Persian Gulf in the aftermath of the Ukrainian crisis . SpecialEurasia.  Link: https://www.specialeurasia.com/2022/03/21/persian-gulf-geopolitics/

[5] Maziar Motamedi (2022) Focus on the IRGC ‘terror’ designation in Iran nuclear talks, Aljazeera. Link: https://www.aljazeera.com/news/2022/3/27/irgc-terror-designation-takes-centre-stage-in-iran-nuclear-talks

[6] ASHARQ AL-AWSAT (2022) Iranian FM Faces Criticism Despite Holding onto IRGC Delisting. Link: Iranian FM Faces Criticism Despite Holding onto IRGC Delisting | Asharq AL-awsat (aawsat.com)

[7] BBC NEWS (2022) Israel: Two police killed by Israeli Arab gunmen in Hadera. Link: https://www.bbc.com/news/world-middle-east-60895393

[8] IRNA (2022) Iran calls on OIC member states to prevent Zionist infiltration in Muslim World. Link: https://en.irna.ir/news/84694108/Iran-calls-on-OIC-member-states-to-prevent-Zionist-infiltration

[9] Aljazeera (2022) Saudi Aramco’s Jeddah oil depot hit by Houthi attack. Link: https://www.aljazeera.com/news/2022/3/25/saudi-aramco-jeddah-storage-facility-hit-by-attack

[10] SpecialEurasia (2022) Saudi Arabia and Kyrgyzstan enhanced economic cooperation and investment opportunities. Link: https://www.specialeurasia.com/2022/03/23/saudi-arabia-kyrgyzstan/

[11] SpecialEurasia (2022) Al-Qaeda in the Arabian Peninsula’s operations in Yemen. Link: https://www.specialeurasia.com/2022/03/23/al-qaeda-arabian-peninsula-yemen/; SpecialEurasia (2022) Islamic State’s new leader and future threats in Eurasia. Link: https://www.specialeurasia.com/2022/03/17/islamic-state-terrorism-eurasia/