Il mercato energetico armeno tra ristrutturazioni e interessi esteri. Intervista con Hakob Varanyan

Immagine aerea della centrale nucleare di Metsamor NPP (original work by User:Stratocles; facelift by ChNPP, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

L’Armenia si appresta a organizzare le nuove elezioni volute a seguito del conflitto del Nagorno-Karabakh del 2020 in un periodo storico per il paese caucasico caratterizzato da una lenta ripresa economica e una crisi politica interna che fanno da contraltare ai progetti governativi nazionali che mirano a realizzare infrastrutture nel settore energetico per coprire la domanda interna e diversificare le importazioni di energia dai Paesi alleati.

Fin dall’epoca sovietica, la centrale nucleare di Metsamor (NPP) è stata una delle principali fonti di produzione di energia dell’Armenia. Situata a 36 km a ovest della capitale armena Yerevan, Metsamor NPP è l’unica centrale nucleare del Caucaso meridionale. Sebbene questa infrastruttura sia fondamentale per il fabbisogno energetico armeno, sono diverse le critiche che sono state rivolte a Yerevan visto che Metsamor è situata vicino ad un’area soggetta a terremoti e necessita di un processo di modernizzazione che possa elevare gli standard di sicurezza della centrale nucleare.

A seguito della guerra del Nagorno-Karabakh del 2020, che ha causato una crisi politica interna, l’energia nucleare potrebbe divenire un settore verso cui Yerevan indirizzerà i propri investimenti con l’intento di attirare gli investimenti stranieri per rafforzare il sistema elettrico nazionale. Abbiamo incontrato Hakob Vardanyan, Vice Ministro dell’Amministrazione Territoriale e delle Infrastrutture della Repubblica di Armenia , per discutere del ruolo delle centrali nucleari e dell’energia nucleare per rilanciare l’economia del Paese.

Secondo fonti aperte, il Governo armeno sta potenziando la centrale nucleare di Metsamor (ANPP). Di recente, il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin per discutere del coinvolgimento russo in un progetto per la costruzione di una nuova centrale nucleare. Potreste darci maggiori informazioni a riguardo?

Il 14 gennaio 2021 il Governo armeno ha approvato la Programma Strategico per lo Sviluppo del Settore Energetico fino al 2040 secondo il quale il Governo rimarrà impegnato nella politica di mantenere la centrale nucleare come parte del sistema di produzione energetico nazionale.

Il programma di investimento di 330 milioni di dollari sul progetto incentrato sull’estensione del ciclo di vita dell’Unità 2 dell’ANPP fino al 2026 è attualmente portato avanti grazie all’assistenza della Federazione Russa. Tuttavia, se un funzionamento sicuro dell’Unità ANPP 2 sarà giustificato dopo il 2026 in conformità con i rispettivi studi, il Governo potrà prolungare l’attività della centrale nucleare fino al 2036, eventualità che necessiterà di ulteriori 100-150 milioni di dollari. 

Dopo la scadenza della vita operativa della centrale nucleare esistente (comprese le sue estensioni di vita), si considera la costruzione di una nuova unità nucleare con capacità di sostituzione sul sito esistente. Non c’è ancora un progetto specifico e, anche se essite una trattativa con l’azienda russa Rosatom, possiamo collaborare anche con altre aziende e altri paesi. Se ci saranno offerte alternative, come finanziatori dagli Stati Uniti o da qualsiasi altro paese produttore di centrali nucleari, avremo incontri e trattative anche con loro“.

Ci sono investitori stranieri interessati a progetti armeni di energia nucleare?

Considerando la mancanza di combustibili fossili e la dipendenza dalle risorse energetiche primarie, il governo armeno è alla continua ricerca di nuove opportunità per aumentare la sicurezza energetica attraverso la diversificazione dell’approvvigionamento, l’efficienza energetica, nuovi investimenti, nuove tecnologie e la cooperazione regionale per la realizzazioni di progetti sostenibili.

L’energia prodotta nella centrale nucleare di Metsamor è ad uso interno e corrisponde ad un terzo della produzione energetica interna armena. A tempo debito sarà preparato un pacchetto di investimenti per la costruzione di una nuova unità nucleare considerando le nuove tecnologie esistenti per attirare investimenti stranieri.

Dal momento che l’Armenia non ha né petrolio né gas naturale, che tipo di progetti potrebbero sostenere la domanda energetica armena?

Attualmente il gas naturale viene importato dalla Russia in Armenia dal territorio della Georgia e dall’Iran tramite un gasdotto alternativo Armenia-Iran.

Il sistema di alimentazione dell’Armenia opera in combinazione con il sistema di alimentazione dell’Iran, il che aumenta significativamente l’affidabilità del sistema nazionale il quale è anche collegato al sistema energetico georgiano, strategicamente cruciale per l’Armenia. La costruzione delle linee e delle infrastrutture di trasmissione dell’energia 400 kV Armenia-Iran e Armenia-Georgia aumenterà l’affidabilità e la sicurezza del sistema elettrico armeno e avrà un ruolo decisivo nella realizzazione di sistemi elettrici di rilevanza regionale (realizzazione del progetto di interconnessione Iran, Armenia, Georgia e Russia).

Ora siamo in una gara d’appalto per una infrastruttura che comprende tre componenti principali: la sottostazione da 220 Kv nella regione di Hrazdan, Miskhan (Armenia centrale), una stazione back-to-back per lavorare in parallelo con Georgia e Russia nel confine georgiano-armeno e le linee di interconnessione da Miskhan fino al confine georgiano al confine armeno. Pertanto, questo progetto ci consentirà di lavorare in parallelo con Russia e Georgia.

L’Armenia faceva parte del sistema energetico dell’Unione Sovietica e dopo il suo crollo ci siamo rimessi in contatto con la Georgia e la Russia. Dal 1997 lavoriamo in parallelo con il sistema energetico iraniano. Per far funzionare i quattro paesi in regime parallelo dobbiamo costruire una stazione back-to-back per la corrente ad alta tensione. Ora, se vogliamo prendere l’elettricità dalla Georgia, devono scollegare alcune delle loro regioni e connettersi con noi in un regime insulare, fattore che va a creare un regime molto insoddisfacente.“.

Il Turkmenistan potrebbe esportare il suo gas naturale verso il Caucaso grazie al gasdotto transcaspico (TCP). L’Armenia è interessata a questo progetto considerando che la Georgia potrebbe essere utilizzata come interconnessione con il mercato turkmeno?

L’Armenia è interessata allo sviluppo della cooperazione internazionale nel settore energetico. Il coinvolgimento nei mercati energetici regionali e il commercio di risorse e prodotti energetici possono aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico per i paesi. Stiamo cercando di trovare fonti più economiche per la fornitura di gas all’Armenia e abbiamo già negoziato con il Turkmenistan su questo argomento. Non stiamo discutendo della realizzazione di alcun progetto specifico, ma abbiamo iniziato a discutere dell’opportunità di prelevare gas dal paese un anno e mezzo fa”.

Iran e Armenia sono da anni partner nel settore energetico considerando che dal 2009 Teheran esporta nel vostro Paese gas naturale attraverso il gasdotto iranoarmeno. Come stanno cooperando Armenia e Iran in campo energetico e in quali progetti è coinvolta Teheran?

Nel settore dell’energia il rapporto Armenia-Iran è strategico e continuerà a lungo termine. Una possibile estensione del programma di scambio gas-elettricità Armenia-Iran e l’aumento del volume degli scambi in condizioni reciprocamente vantaggiose è la chiave per sviluppare ulteriormente questa relazione. Per questo motivo sono in corso di realizzazione una nuova linea di trasmissione 400 kV Armenia-Iran e i progetti della linea di trasmissione 400 kV Armenia-Georgia.

L’Armenia utilizza solo una parte del un prestito russo per rinnovare la centrale nucleare. Tuttavia, il Primo Ministro Pashinyan ha affermato che senza dubbio i fondi necessari per la modernizzazione di Metsamor saranno attratti in tempo e forniranno all’Armenia una leva in più per aumentare l’efficienza del prestito dato. Pashinyan faceva riferimento a qualche progetto specifico oppure a una nuova centrale nucleare? 

Si trattava dell’estensione della vita della centrale nucleare esistente. Inizialmente, abbiamo ricevuto 200 milioni di dollari dalla Russia. Fino alla fine dell’accordo, il 19 dicembre, abbiamo utilizzato solo circa 190 milioni di dollari e 10 milioni di dollari inutilizzati. Abbiamo deciso di non prolungare il contratto di prestito e, invece dei soldi rimanenti, abbiamo ricevuto investimenti dal nostro bilancio nazionale. Questa scelta ha permesso alla nostra centrale nucleare di essere più flessibile nel processo di approvvigionamento perché il prestito russo ha alcune limitazioni nell’usare il denaro come gli altri prestiti internazionali.“.

Autore: Silvia Boltuc